Paolo Ventura
“Winter Stories” 3rd October - 7th November 2009
Atmosfere sospese: non ci sono luoghi riconoscibili e neppure un tempo preciso. Tuttavia stiamo parlando di immagini fotografiche e, dunque, di tracce, di registrazioni di situazioni apparentemente reali. Dove sta il trucco? Sono i microcosmi che Paolo Ventura costruisce e poi fotografa. Come dei set cinematografici, ma anche qui nessun riferimento preciso: il Neorealismo, i noir francesi, il cinema tedesco di Fritz Lang.
Vecchi vagoni di seconda classe, muri di palazzi grigi, cortili di una città che potrebbe essere tante città. è un inverno perpetuo, in cui fanno capolino le luci di una vita appena accennata.
I personaggi sono pupazzi truccati e vestiti alla moda di tempi diversi: non c’è nessuna bramosia filologica nelle sue ricostruzioni. Il suo è un lavoro lento, costruito con pazienza, progettato con attenzione per il dettaglio.
Ma anche il circo, che di per sé è senza tempo: funamboli, giocolieri, ballerine, clown. Le atmosfere sono malinconiche, è la precarietà dell’esistenza. Angela Madesani
|